DVD: “Moti ç’ ish në herë”

Molte sono le persone che non hanno avuto l’irripetibile privilegio di poter vivere in una gjitonia, il vicinato eve di consumava la vita quotidiana nelle comunità arberesh. I bambini si incontrano per giocare insieme e le mamme, affacendate negli impegni quotidiani, non perdono occasione per raccontar loro favole, canzoni e proverbi …
il gustoso profumo dei dolci appena sfornati inebria nell’aria, mentre da lontano si ode un dolce canto:è la dichiarazione che un giovane fa alla sua amata… La riproduzione folkloristica è volta così a ricordare un’identità etnico linguistica, che si fissa nella coscienza della nostra comunità … Dimostrazione di ciò che eravamo e siamo oggi, fiamma che arde nei nostri cuori, storia passata ma oggi più che mai importante.

Costo: 10 €

Richiedi qui:

gruppofolk.shqiponjat@gmail.com
Tel. 348-2669539

Intervista a Francesca De Luca

francescadeluca

Quale delle danze da voi eseguite, esprime maggiormente il senso patriottico?
“Kreshniqje”( = danza della guerra). Questa danza ricorda la guerra condotta contro i Turchi dal popolo albanese. Le figure realizzate dalla coreografia si avvalgono sempre del movimento d’insieme, quasi a voler simboleggiare la compattezza dello schieramento militare e la solidità del sentimento patriottico. Le donne, vestite da combattenti, con gesti netti e decisi, sottolineati adeguatamente dalle espressioni del viso, rappresentano i diversi momenti dell’azione bellica, scanditi dalla ritmica marziale dei tamburi.
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Detti, proverbi ed indovinelli

(Fjalë të thëna, t’urta edhe t’errëta)

Frasi augurali

1- Rrofç sa buka e vera!
Possa tu vivere quanto il pane ed il vino!

2- Me shëndetë një milë vjet!
Con salute mille anni!

3- Fjurirç si dejti!
Possa tu fiorire come il mare! (che la tua vita possa essere piena di ricchezze così come il mare è pieno di tesori che custodisce).

4- Një mil vjet ndër të bardha!
Mille anni dei più felici! (recitato durante un brindisi).

Frasi malaugurali

1- Rrafç tek më i madhi fos!
Possa tu cadere nel più grande baratro!

2- Çë të marçin dielëzit!
Che tu possa essere trascinato via dai diavoli!

3- Të hëngëçin krimbat!
Che ti possano mangiare i vermi!

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Santa Sofia D’Epiro

Fonte: http://www.riservetarsiacrati.it

E’ il primo itinerario presilano del versante destro della bassa valle del Crati. L’origine del paese è antichissima, precedente alla venuta degli albanesi che ripopolarono la zona alla fine del secolo XV. Sarebbe stata fondata nel lontano 896 durante le incursioni in Calabria dei Greci, alleati con i Saraceni. Il paese appartenente al principe di Bisignano e poi ai Vezze, nel 1576 passò ai Milizia. Tra i personaggi illustri ricordiamo: Pasquale Baffi (1747-1800), grecista, paleografo, umanista di fama europea; Angelo Masci, giurista e consigliere di Stato nel 1820, autore del celebre “Discorso sull’origine, i costumi e lo stato attuale degli Albanesi nel Regno di Napoli”; Francesco Bugliari (1742-1806), vescovo.

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Gjaku ynë i shprishur

Foto di Michele Bugliaro Goggia

L’attualità e l’opinione pubblica presentano l’Albania come terra ingrata da cui scappano orde di profughi che sfuggono all’ordine pubblico e alle regole. Pochi invece conoscono la vera storia di questa nazione, terra di contraddizioni, terra di mezzo fra oriente e occidente in cui si fondono le grandi differenze di queste culture.
È proprio la collocazione geografica che condiziona e rende mutevole e controversa la sua storia e tradizione.
Per comprendere eventi e sensazioni ecco un viaggio nel tempo per ri-conoscere meriti e sfumature di un popolo che tanto ha dato (vedrete) alla Storia del Continente.
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